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Il tallone d’Achille

L’individualismo è il cancro dell’Occidente. Senza lo spirito comunitario e della collettività i paesi si disgregano a vantaggio di un gruppo di parassiti che corrompono col denaro giornalisti, televisioni ed i malvagi baroni della tecnologia che allivella tutto in nome della mondializzazione...

Se non ci sarà un rivolgimento sostanziale, l’Occidente presto vedrà il suo sole tramontare...noi per ora possiamo solo boicottare questi conigli corrotti non pagando il canone televisivo, evitando i supermercati, non comprando giornali e utilizzando il web con guanti sterilizzati e pinze adeguate.

Gli Dei dall’alto del monte Athos

Il motto dei torquemada della finanza è «mantenere lo standard dei profitti anche se le risorse del pianeta non sono infinite».

Ecco il loro slogan da codardi: noi faremo profitti vendendovi le armi, ma saranno i vostri figli a combattere per noi sul fronte di battaglia. Ed alla fine della giostra cosa faranno questi farisei di banchieri, assicuratori e finanzieri assecondati dai bacchettoni scaldasedie della triste politica di oggi...si ergeranno forse sul campo di battaglia? No di certo...useranno i discorsi subdoli e mielosi, invocheranno la pace ma fomenteranno la guerra e le sanzioni che cadono poi sempre sulla capoccia della gente più umile...

Ma gli Dei dall’alto del monte Athos cominciano a spazientirsi vedendo le umane genti così pavide e confuse. Lo stesso Giove che di solito sé ne sta in allegra compagnia sorseggiando nettare divino afferra già i suoi fulmini in nome della giustizia divina. I tempi sono maturi.

Un adepto del Grande e Selvaggio Pan...

Non più Dei, non più valori

Gli italiani, ovvero come diventare più poveri in nome di una guerra che non è la nostra, per conto di un gruppetto dì parassiti super-ricchi...

L’altro giorno il filosofo russo Alexander Dugin si è così rivolto agli Stati Uniti: «Cari fratelli americani, voi insieme a noi russi dobbiamo allearci per difenderci dalla lobby di super-ricchi che vogliono imprimere al pianeta il marchio del “liberismo globale modernista” in cui l’individuo sarà staccato da ogni identità collettiva. Non più Dei, non più valori, non più nazioni con sovranità monetaria e militare, per instaurare così un ordine mondiale globale che col 2030 intende depredare completamente il ceto medio ed il comune cittadino per lasciare spazio solo agli oligarchi ed ai loro schiavi».

Sarà il nostro comportamento da pecora o da leone ad influire sull’atroce impresa che si prefigge la cricca di diabolici matricolati che vuole continuare a torturarci a tutti i costi.

Policentrismo. La diversità funziona anche per la religione

I monoteismi hanno allontanato l’uomo dalla natura e dal divino. Il Dio monocentrico diventa il padrino del popolo eletto, un capo tribù che si nutre di una vera e propria predilezione per la propria specie, relegando così gli altri esseri umani ad un ruolo di second’ordine.

Il ritorno ad un salutare policentrismo ci salverebbe dal colonialismo e dall’industrializzazione delle religioni moderne, ostacolo principale alla fratellanza umana e sradicherebbe finalmente il dogma, che è un arbitrario e non dimostrabile affermazione sull’ignoto.

Sarebbe un vero ritorno alla natura e alla tradizione, a quell’antica esperienza spirituale multimillenaria, ricordandoci che noi italiani più che europei siamo mediterranei e quindi fondamentalmente pagani.

Eurasia

Gli individui avveduti capaci di decifrare il film del loro antico passato, sanno benissimo di appartenere per diritto naturale all’Eurasia...

L’Unione europea attuale è un gregge di «nativi digitali» irretiti dalla filantrotecnologia e colonizzati dai frequentatori di Wall Street. Questi soggetti si divertono a nutrirci di carne sintetica, farina d’insetti e di scarti forniti gentilmente da McDonald’s, Coca-Cola e altri. Questo è un marasma totalitario che mi piace definire «nuovo comunismo a stalle e strisce»; siamo sicuri di voler diventare come loro? Forse le masse europee sì, ma il tenace gruppo di artisti-filosofi d’Eurasia non accetterà mai di farsi colonizzare.

La risoluzione sta in questa formula magica: rendere la gente consapevole.

E l’arte entra in gioco per rendere piacevole e divertente questa consapevolezza senza dover ricorrere a discorsi fiume che rischiano di annoiare lo spettatore.

Daie sotto Masaniello!

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